La Sindrome dell’Intestino Irritabile affligge molte persone. Ma la cura non è uguale per tutti…
Quante persone ne soffrono? Stime approssimative vanno dal 4% al 20% della popolazione generale. Le cause sono complesse, perché in realtà quando si esegue una colonscopia non si rilevano segni di danni del colon. Non vedere un danno ad occhio nudo, però, non vuol dire che non ci sia nulla. Vediamo dunque quali sono i motivi più probabili che oggi conosciamo:
- Una predisposizione individuale a percepire di più il dolore viscerale (iperalgesia)
- Un disturbo dei nervi intestinali e nella produzione di alcune sostanze che riguardano sia l’intestino che il cervello (il cosiddetto asse cervello-intestino, brain-GUT-axis)
- Uno squilibrio della serotonina nell’intestino. La serotonina è una sostanza presente nel cervello, che serve a mantenere stabile l’umore, ma regola anche il movimento intestinale. Poca produzione intestinale equivale a stipsi, eccessiva equivale a diarrea.
- Una recente infezione intestinale (ad esempio una gastroenterite virale o una infezione batterica).
- Una eccessiva proliferazione di batteri nell’intestino tenue (SIBO, Small Intestinal Bacterial Overgrowth)
- L’eccessiva distensione gassosa del colon
- Influenze ormonali, soprattutto nel sesso femminile
Queste le principali cause di “base”, su cui poi agiscono talvolta dei fattori scatenanti (dei “grilletti”, “triggers”) che sono spesso diversi da persona a persona. Generalmente si tratta dello stress, situazioni in cui aumenta l’ansia, alcuni cibi particolari.
La diagnosi è indirizzata intanto ad escludere altre malattie. Generalmente il medico la ricerca del sangue occulto nelle feci, esami parassitologici e batteriologici delle feci, altri esami diagnostici, come l’ecografia e gli esami per celiachia. In alcuni casi si ricorre alla colonscopia. Importante: l’IBS non causa perdita di sangue con le feci (che è una red flag, cioè una bandiera rossa, indica altri problemi!), non causa febbre e generalmente muco nelle feci. Quando il medico ha escluso altre cause, si può accettare questa diagnosi, che dovrebbe tranquillizzare il paziente: non ha un cancro, non ha una malattia grave. Dovrà imparare a convivere e a gestire i sintomi, cosa che quasi sempre si riesce a ottenere.
Qual è la cura? Le terapie sono indirizzate a correggere prevalentemente i sintomi più fastidiosi, la stitichezza o la diarrea, il gonfiore e il dolore. Ci sono pazienti che presentano tutti questi sintomi, magari alternando stipsi e diarrea, altri che sono prevalentemente stitici e altri che sono prevalentemente diarroici.
Il gonfiore può essere gestito migliorando il microbiota intestinale (l’insieme dei batteri presenti nel nostro intestino), ma soprattutto seguendo per qualche settimana la cosiddetta Dieta FODMAP (vedi). È una dieta che esclude temporaneamente dei polisaccaridi presenti nella maggior parte dei cereali e dei vegetali. Si trovano facilmente le liste dei cibi da escludere temporaneamente.
L’uso di integratori può essere utile (specifici lattobacilli, capsule a base di olio essenziale di menta e di altre piante ad azione regolante sui batteri intestinali, come il timo o l’origano). Riducendo la proliferazione batterica si riduce la produzione di gas e la distensione eccessiva delle anse intestinali, che provoca il dolore.
I lassativi sono sconsigliati, anche se si soffre della varietà stiptica. Possono creare problemi anche quelli di origine vegetale, quindi niente Senna, Boldo, Cascara e piante contenenti antrachinoni, meglio l’integrazione di fibre e mucillagini. Più che la crusca, è meglio utilizzare infusi di Malva, semi o fibre di Psyllium. In ambito farmacologico si è rivelato molto utile il macrogol (polietilenglicole), una sostanza che attira acqua dall’intestino e rende le feci morbide. Non dà crampi, e non irrita le terminazioni nervose intestinali, in genere non dà assuefazione.
La diarrea può essere gestita con sostanze adsorbenti (ad esempio pectine, farina di carrube, lattobacilli come il L. Reuteri) o, nei casi più gravi, con farmaci che inibiscono la motilità intestinale. Chi ha diarrea costante può beneficiare della dieta FODMAP e di un periodo di astensione da vegetali ricchi di fibre.
Bibliografia
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